venerdì, giugno 05, 2026

IL CAMMINO INGLESE Giorno 6

 

 

IL CAMMINO INGLESE

Giorno 6

Ordes – Sigüeiro: 17 km

 

Sono quasi le 23.00 e sto tornando da una prosciutteria dove ho conosciuto tutti quelli che sono partiti da Ferrol un giorno dopo di noi. Abbiamo ritrovato anche un gruppetto che era partito il nostro stesso giorno e che, come noi, ha spezzato in due la tappa più impegnativa.

 

Provo a raccontare la giornata dall'inizio, ma informo il lettore che non sono completamente sobria.

In vino veritas...

 

Partiamo alle 10.00 del mattino. Lasciamo la Casa Rural Doña María, alle porte di Ordes, una struttura davvero bella, la migliore tra quelle in cui siamo stati finora. Accoglienza fantastica, ottima cucina... la cuoca ci prepara perfino una doggy bag con gli avanzi della cena.

Non sappiamo se prenderla, ma nel dubbio la mettiamo nello zaino.

 

Piove. Indossiamo il mantello impermeabile ed esce il sole. Ce lo togliamo. Ricomincia a piovere, tira vento e fa freddo.

È evidente che il cammino ci fa le supercazzole.

La tappa è facile: lunga, ma quasi tutta pianeggiante. Solo che mancano i punti di ristoro. Le pause sono importanti lungo il cammino; anzi, direi che il riposo ne è una parte essenziale.

I bar e i rifugi permettono di andare in bagno, bere un caffè, mangiare qualcosa, riposare il corpo e la mente e, se lo si desidera, conoscere altri viandanti.

In questa tappa non ce ne sono.

Infatti, ci stanchiamo più che nelle giornate con le salite più dure.


A cinque chilometri da Sigüeiro troviamo uno spiazzo con alcune panchine. Ci sediamo e consumiamo i resti della cena precedente: mezza tortilla, prosciutto serrano, pane casereccio, ventresca di tonno, due fette di pane tostato della colazione di due giorni prima e una pesca noce.

Manca solo un bicchiere di vino bianco e abbiamo un menu completo.

 

Raggiungiamo Sigüeiro.

 

Dopo la doccia e il meritato riposo entriamo in una una prosciutteria. Ci spiaggiamo lì, beviamo Ribeira del Duero e Albariño. Brindiamo alla Galizia.

Sono quasi triste: il cammino sta per finire.

Conosciamo Karin, una donna della Repubblica Ceca e Diego, un ragazzo cubano. Ci offrono metà del loro pane con pomodoro e prosciutto serrano.

Accettiamo la condivisione a una condizione: offrire da bere.

Così uniamo i tavoli.

 

Tutti a Santiago. Tutti domani.

 

Al tavolo alla nostra sinistra arrivano due signore. Una bionda e una dai capelli rossi. Mi guarda a lungo e io rivedo la mia Martina, anche se so che non è possibile. La mia Martina non c'è più.

La cosa che mi colpisce è che Frank la riconosce prima di me.

Con la scusa di farci fare una foto, scambiamo qualche parola e uniamo il tavolo anche con loro. Sono di Londra.

 

Tutti a Santiago. Tutti domani.

 

Poi arriva il gruppo partito con noi sabato. Anche loro avevano spezzato a metà la tappa di Betanzos. Sono simpatici e valorosi, sono gli unici che hanno fatto tutto il percorso senza farsi portare le valigie dal camino facil.

 

Tutti a Santiago. Tutti domani.

 

Le lezioni del cammino di questo penultimo giorno:

1. Mai buttare gli avanzi del cibo. Mettili in un contenitore: se non diventano pranzo, diventeranno aperitivo.

 

2. Avvicinare un tavolo è un po' come cantare:

"Aggiungi un posto a tavola che c'è un amico in più."

 

3. Tutti a Santiago. Tutti domani.

 

DEUTSCH

DER ENGLISCHE JAKOBSWEG

Tag 6

Ordes – Sigüeiro: 17 km

Es ist fast 23 Uhr und ich komme gerade von einer Schinkenbar zurück, wo ich all die Leute getroffen habe, die einen Tag nach uns in Ferrol gestartet sind. Außerdem haben wir eine kleine Gruppe wiedergetroffen, die am selben Tag wie wir losgegangen ist und die schwierigste Etappe – genau wie wir – in zwei Teile aufgeteilt hat.

Ich versuche, den Tag von Anfang an zu erzählen, möchte die Leserinnen und Leser aber darauf hinweisen, dass ich nicht ganz nüchtern bin.

In vino veritas...

Wir starten um 10 Uhr morgens. Wir verlassen die Casa Rural Doña María am Ortsrand von Ordes, eine wirklich wunderschöne Unterkunft, die beste, in der wir bisher übernachtet haben. Fantastische Gastfreundschaft, hervorragendes Essen ... Die Köchin bereitet uns sogar eine Doggy Bag mit den Resten vom Abendessen vor.

Wir wissen nicht, ob wir sie mitnehmen sollen, aber sicher ist sicher – also landet sie im Rucksack.

Es regnet. Wir ziehen unsere Regenponchos an und die Sonne kommt heraus. Also ziehen wir sie wieder aus. Dann beginnt es erneut zu regnen, der Wind bläst und es wird kalt.

Offensichtlich macht sich der Camino über uns lustig.

Die Etappe ist einfach: lang, aber fast vollständig flach. Das Problem ist nur, dass es unterwegs keine Einkehrmöglichkeiten gibt. Pausen sind auf dem Jakobsweg wichtig; ich würde sogar sagen, dass Erholung ein wesentlicher Teil davon ist.

Bars und Herbergen bieten die Möglichkeit, auf die Toilette zu gehen, einen Kaffee zu trinken, etwas zu essen, Körper und Geist auszuruhen und – wenn man möchte – andere Pilger kennenzulernen.

Auf dieser Etappe gibt es nichts davon.

Deshalb sind wir am Ende müder als an manchen Tagen mit den steilsten Anstiegen.

Fünf Kilometer vor Sigüeiro finden wir einen kleinen Platz mit einigen Bänken. Wir setzen uns hin und essen die Reste vom Vorabend: eine halbe Tortilla, Serrano-Schinken, Bauernbrot, Thunfischbauch, zwei Scheiben geröstetes Brot vom Frühstück vor zwei Tagen und einen Pfirsich.

Es fehlt nur noch ein Glas Albariño und das Menü wäre perfekt.

Wir erreichen Sigüeiro.

Nach der Dusche und einer wohlverdienten Pause gehen wir in eine Schinkenbar. Dort lassen wir uns nieder, trinken Ribeira del Duero und Albariño und stoßen auf Galicien an.

Fast macht es mich traurig: Der Camino geht bald zu Ende.

Wir lernen Karin aus der Tschechischen Republik und Diego aus Kuba kennen. Sie bieten uns die Hälfte ihres Brotes mit Tomate und Serrano-Schinken an.

Wir nehmen das Angebot unter einer Bedingung an: Wir laden sie auf ein Getränk ein.

Also schieben wir die Tische zusammen.

Alle nach Santiago. Alle morgen.

An den Tisch zu unserer Linken setzen sich zwei Frauen. Eine blond, die andere rothaarig. Sie schaut mich lange an und plötzlich sehe ich meine Martina vor mir, obwohl ich weiß, dass das nicht möglich ist. Meine Martina ist nicht mehr da.

Was mich besonders bewegt: Frank erkennt die Ähnlichkeit vor mir.

Unter dem Vorwand, ein Foto machen zu lassen, kommen wir ins Gespräch und ziehen auch ihren Tisch zu unserem.

Sie kommen aus London.

Alle nach Santiago. Alle morgen.

Dann kommt die Gruppe, die am Samstag mit uns gestartet ist. Auch sie haben die Etappe nach Betanzos geteilt. Sie sind sympathisch und tapfer – die Einzigen, die den gesamten Weg gegangen sind, ohne ihr Gepäck vom Camino Fácil transportieren zu lassen.

Alle nach Santiago. Alle morgen.

Die Lektionen des Camino an diesem vorletzten Tag:

1. Wirf Essensreste niemals weg. Pack sie in einen Behälter: Wenn sie nicht zum Mittagessen werden, werden sie eben zum Aperitif.

2. Einen Tisch näher heranzuschieben ist ein bisschen wie das Lied:

"Stell noch einen Platz an den Tisch, denn ein Freund kommt dazu."

3. Alle nach Santiago. Alle morgen.

 

ESPAÑOL

EL CAMINO INGLÉS

Día 6

Ordes – Sigüeiro: 17 km

 

Son casi las once de la noche y estoy volviendo de una jamonería donde he conocido a todos los que salieron de Ferrol un día después que nosotros. También hemos vuelto a encontrarnos con un pequeño grupo que salió el mismo día que nosotros y que, igual que nosotros, dividió en dos la etapa más dura.

 

Intento contar el día desde el principio, pero aviso al lector de que no estoy completamente sobria.

 

In vino veritas...

 

Salimos a las diez de la mañana. Dejamos la Casa Rural Doña María, a las afueras de Ordes, un alojamiento realmente precioso, el mejor en el que nos hemos alojado hasta ahora. Acogida fantástica, cocina excelente... La cocinera incluso nos prepara una bolsa con las sobras de la cena.

 

No sabemos si llevarla o no, pero por si acaso la guardamos en la mochila.

 

Llueve. Nos ponemos el poncho impermeable y sale el sol. Nos lo quitamos. Vuelve a llover, sopla el viento y hace frío.

 

Está claro que el Camino se está burlando de nosotros.

 

La etapa es fácil: larga, pero casi completamente llana. El problema es que no hay bares ni lugares donde hacer una parada. Los descansos son importantes en el Camino; de hecho, diría que forman parte esencial de la experiencia.

 

Los bares y albergues permiten ir al baño, tomar un café, comer algo, descansar el cuerpo y la mente y, si uno quiere, conocer a otros peregrinos.

 

En esta etapa no hay nada de eso.

 

Por eso terminamos más cansados que en algunas jornadas con las subidas más duras.

 

A cinco kilómetros de Sigüeiro encontramos una pequeña zona con bancos. Nos sentamos y comemos las sobras de la cena del día anterior: media tortilla, jamón serrano, pan casero, ventresca de atún, dos rebanadas de pan tostado del desayuno de hace dos días y una nectarina.

 

Solo falta una copa de Albariño para tener un menú completo.

 

Llegamos a Sigüeiro.

 

Después de la ducha y de un merecido descanso vamos a una jamonería. Nos instalamos allí, bebemos Ribeira del Duero y Albariño y brindamos por Galicia.

 

Estoy casi triste: el Camino está a punto de terminar.

 

Conocemos a Karin, una mujer de la República Checa, y a Diego, un chico cubano. Nos ofrecen la mitad de su pan con tomate y jamón serrano.

 

Aceptamos compartirlo con una condición: invitarles a beber.

 

Así que juntamos las mesas.

 

Todos a Santiago. Todos mañana.

 

A la mesa de nuestra izquierda llegan dos mujeres. Una rubia y otra pelirroja. Me mira durante un buen rato y yo vuelvo a ver a mi Martina, aunque sé que no es posible. Mi Martina ya no está.

 

Lo que más me impresiona es que Frank la reconoce antes que yo.

 

Con la excusa de pedirles que nos hagan una foto, intercambiamos unas palabras y también unimos su mesa a la nuestra.

 

Son de Londres.

 

Todos a Santiago. Todos mañana.

 

Después llega el grupo que salió con nosotros el sábado. Ellos también dividieron en dos la etapa de Betanzos. Son simpáticos y valientes; son los únicos que han hecho todo el recorrido sin enviar las mochilas con Camino Fácil.

 

Todos a Santiago. Todos mañana.

 

Las lecciones del Camino en este penúltimo día:

 

1. Nunca tires las sobras de la cena. Guárdalas en un recipiente: si no se convierten en comida, se convertirán en aperitivo.

 

2. Acercar una mesa es un poco como cantar:

 

"Añade un sitio más a la mesa, porque hay un amigo más."

 

3. Todos a Santiago. Todos mañana.

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