venerdì, giugno 05, 2026

IL CAMMINO INGLESE Giorno 6

 


IL CAMMINO INGLESE

Giorno 6

Ordes – Sigüeiro: 17 km

Sono quasi le 23.00 e sto tornando da un'enoteca dove ho conosciuto molti di quelli che sono partiti da Ferrol un giorno dopo di noi. Abbiamo ritrovato anche un gruppetto che era partito il nostro stesso giorno e che, come noi, ha spezzato in due la tappa più impegnativa.

Provo a raccontare la giornata dall'inizio, ma vi informo che non sono completamente sobria.😵‍💫

Partiamo alle 10.00 del mattino. Lasciamo la Casa Rural Doña María, alle porte di Ordes, una struttura davvero bella, la migliore tra quelle in cui siamo stati finora. Accoglienza fantastica, ottima cucina... la cuoca ci prepara perfino una doggy bag con gli avanzi della cena.

Non sappiamo se prenderla, ma nel dubbio la mettiamo nello zaino.

Piove. Indossiamo il mantello impermeabile ed esce il sole. Ce lo togliamo. Ricomincia a piovere.

È evidente che il cammino ci sta prendendo in giro.


La tappa è facile: lunga, ma quasi tutta pianeggiante. Solo che mancano i punti di ristoro. Le pause sono importanti lungo il cammino; anzi, direi che il riposo ne è una parte essenziale.

I bar e i rifugi permettono di bere un caffè, mangiare qualcosa, riposare il corpo e la mente e, se lo si desidera, conoscere altri viandanti.

In questa tappa non ce ne sono.

Infatti, ci stanchiamo più che nelle giornate con le salite più dure.

A cinque chilometri da Sigüeiro troviamo uno spiazzo con alcune panchine. Ci sediamo e consumiamo i resti della cena precedente: mezza tortilla, prosciutto iberico, pane casereccio, ventresca di tonno, due fette di pane tostato della colazione di due giorni prima e una pesca noce.

Manca solo un bicchiere di vino bianco e abbiamo un menu completo.

Raggiungiamo Sigüeiro.

Dopo  il meritato riposo entriamo in una una prosciutteria. Ci spiaggiamo lì, beviamo Ribeira del Duero e Albariño. Brindiamo alla Galizia.

Sono quasi triste perchè questa esperienza sta per finire.

Conosciamo Karin, una donna della Repubblica Ceca e Diego, un ragazzo cubano. Ci offrono metà del loro pane con pomodoro e prosciutto.

Accettiamo la condivisione a una condizione: offrire da bere.

Così uniamo i tavoli.

Alla nostra sinistra arrivano due signore. Una bionda e una dai capelli rossi. Mi guarda a lungo e io rivedo nel suo viso i tratti di una persona che non c'è più.

La cosa che mi colpisce è che Frank la riconosce prima di me.

Con la scusa di farci fare una foto, scambiamo qualche parola e uniamo il tavolo anche con loro. Sono di Londra.

Poi arriva il gruppo partito con noi sabato. Anche loro avevano spezzato a metà la tappa di Betanzos. Sono simpatici e valorosi, sono gli unici che hanno fatto tutto il percorso senza farsi portare le valigie dal camino facil.


Le lezioni del cammino di questo penultimo giorno:

1. Mai buttare gli avanzi del cibo. Mettili in un contenitore: se non diventano pranzo, diventeranno aperitivo.

2. Forse dovremmo imparare dal Cammino e accostare i tavoli più spesso. A volte basta un piccolo gesto per costruire un ponte verso qualcuno.

 Grazie cammino Grazie🙏



DEUTSCH

DER ENGLISCHE JAKOBSWEG

Tag 6

Ordes – Sigüeiro: 17 km

Es ist fast 23 Uhr und ich komme gerade von einer Vinothek zurück, wo ich einige Leute getroffen habe, die einen Tag nach uns in Ferrol gestartet sind. Außerdem haben wir eine kleine Gruppe wiedergetroffen, die am selben Tag wie wir losgegangen ist und die schwierigste Etappe – genau wie wir – in zwei Teile aufgeteilt hat.

Ich versuche, den Tag von Anfang an zu erzählen, möchte die Leserinnen und Leser aber darauf hinweisen, dass ich nicht ganz nüchtern bin.

Wir starten um 10 Uhr morgens. Wir verlassen die Casa Rural Doña María am Ortsrand von Ordes, eine wirklich wunderschöne Unterkunft, die beste, in der wir bisher übernachtet haben. Fantastische Gastfreundschaft, hervorragendes Essen ... Die Köchin bereitet uns sogar eine Doggy Bag mit den Resten vom unseren Abendessen vor.

Wir wissen nicht, ob wir sie mitnehmen sollen, aber dann landet sie im Rucksack.

Es regnet. Wir ziehen unsere Regenponchos an und die Sonne kommt heraus. Also ziehen wir sie wieder aus. Dann beginnt es erneut zu regnen.

Offensichtlich macht sich der Camino über uns lustig.

Die Etappe ist einfach: lang, aber fast vollständig flach. Das Problem ist nur, dass es unterwegs keine Einkehrmöglichkeiten gibt. Pausen sind auf dem Jakobsweg wichtig; Erholung ist ein wesentlicher Teil davon.

Bars und Herbergen bieten die Möglichkeit einen Kaffee zu trinken, etwas zu essen, Körper und Geist auszuruhen.

Heute am Ende sind wir müder als an manchen Tagen mit den steilsten Anstiegen.

Fünf Kilometer vor Sigüeiro finden wir einen kleinen Platz mit einigen Bänken. Wir setzen uns hin und essen die Reste vom Vorabend: eine halbe Tortilla, Serrano-Schinken, Bauernbrot, Thunfissch, zwei Scheiben geröstetes Brot vom Frühstück vor zwei Tagen und einen Pfirsich.

Es fehlt nur noch ein Glas Wein und das Menü wäre perfekt.

Wir erreichen Sigüeiro.



Nach einer wohlverdienten Pause gehen wir in eine Bodega. Dort lassen wir uns nieder, trinken Ribeira del Duero und Albariño und stoßen auf Galicien an.

Wir lernen Karin aus der Tschechischen Republik und Diego aus Kuba kennen. Sie bieten uns die Hälfte ihres Brotes mit Tomate und Serrano-Schinken an. Wir nehmen das Angebot unter einer Bedingung an: Wir laden sie auf ein Getränk ein.

Also schieben wir die Tische zusammen.

An den Tisch zu unserer Linken setzen sich zwei Frauen. Eine blond, die andere rothaarig. Sie schaut mich lange an und plötzlich sehe ich in ihrem Gesicht die Merkmale einer Person, die nicht mehr da ist. ✨️

Was mich besonders bewegt: Frank erkennt die Ähnlichkeit vor mir.

Unter dem Vorwand, ein Foto machen zu lassen, kommen wir ins Gespräch und ziehen auch ihren Tisch zu unserem.

Sie kommen aus London.

Dann kommt die Gruppe, die am Samstag mit uns gestartet ist. Auch sie haben die Etappe nach Betanzos geteilt. Sie sind sympathisch und tapfer – die Einzigen, die den gesamten Weg gegangen sind, ohne ihr Gepäck vom Camino Fácil transportieren zu lassen.

Alle nach Santiago. Alle morgen.

Die Lektionen des Camino an diesem vorletzten Tag:

1. Wirf Essensreste niemals weg. Pack sie in einen Behälter: Wenn sie nicht zum Mittagessen werden, werden sie eben zum Aperitif.

2. Vielleicht sollten wir vom Jakobsweg lernen und öfter die Tische zusammenrücken. Manchmal genügt schon eine kleine Geste, um eine Brücke zu einem anderen Menschen zu bauen.

Grazie cammino Grazie.🙏


ESPAÑOL

EL CAMINO INGLÉS

Día 6

Ordes – Sigüeiro: 17 km

Son casi las once de la noche y estoy volviendo de una jamonería donde he conocido a todos los que salieron de Ferrol un día después que nosotros. También hemos vuelto a encontrarnos con un pequeño grupo que salió el mismo día que nosotros y que dividió en dos la etapa más dura.

Intento contar el día desde el principio, pero aviso al lector de que no estoy completamente sobria.

Salimos a las diez de la mañana. Dejamos la Casa Rural Doña María, a las afueras de Ordes, un alojamiento realmente precioso, el mejor en el que nos hemos alojado hasta ahora. Acogida fantástica, cocina excelente... La cocinera incluso nos prepara una bolsa con las sobras de la cena.

No sabemos si llevarla o no, pero por si acaso la guardamos en la mochila.

Llueve. Nos ponemos el poncho impermeable y sale el sol. Nos lo quitamos. Vuelve a llover.

Está claro que el Camino se está burlando de nosotros.

La etapa es fácil: larga, pero casi completamente llana. El problema es que no hay bares ni lugares donde hacer una parada. Los descansos son importantes en el Camino; de hecho, diría que forman parte esencial de la experiencia.

Los bares y albergues permiten tomar un café, comer algo, descansar el cuerpo y la mente y, si uno quiere, conocer a otros peregrinos.

En esta etapa no hay nada de eso.

Por eso terminamos más cansados que en algunas jornadas con las subidas más duras.


A cinco kilómetros de Sigüeiro encontramos una pequeña zona con bancos. Nos sentamos y comemos las sobras de la cena del día anterior: media tortilla, jamón serrano, pan casero, ventresca de atún, dos rebanadas de pan tostado del desayuno de hace dos días y una nectarina.

Solo falta una copa de Albariño para tener un menú completo.

Llegamos a Sigüeiro.

Después de un merecido descanso vamos a una jamonería. Nos instalamos allí, bebemos Ribeira del Duero y Albariño y brindamos por Galicia.

Estoy casi triste: el Camino está a punto de terminar.

Conocemos a Karin, una mujer de la República Checa, y a Diego, un chico cubano. Nos ofrecen la mitad de su pan con tomate y jamón serrano.

Aceptamos compartirlo con una condición: invitarles a beber.

Así que juntamos las mensa

A la mesa de nuestra izquierda llegan dos mujeres. Una rubia y otra pelirroja. Me mira durante un largo rato y, en su rostro, vuelvo a ver los rasgos de una persona que ya no está entre nosotros.

Lo que más me impresiona es que Frank la reconoce antes que yo.

Con la excusa de pedirles que nos hagan una foto, intercambiamos unas palabras y también unimos su mesa a la nuestra.

Son de Londres.

Después llega el grupo que salió con nosotros el sábado. Ellos también dividieron en dos la etapa de Betanzos. Son simpáticos y valientes; son los únicos que han hecho todo el recorrido sin enviar las mochilas con Camino Fácil.

Todos a Santiago. 

Las lecciones del Camino en este penúltimo día:

1. Nunca tires las sobras de la cena. Guárdalas en un recipiente: si no se convierten en comida, se convertirán en aperitivo. 

2. Quizás deberíamos aprender del Camino y juntar las mesas más a menudo. A veces basta un pequeño gesto para tender un puente hacia otra persona. 

Gracias Camino Gracias🙏

giovedì, giugno 04, 2026

IL CAMMINO INGLESE Giorno cinque

 A chi legge: sotto troverete questo post in tre lingue. Dopo la versione italiana, sono disponibili anche la traduzione in tedesco e quella in spagnolo.

Für alle Leserinnen und Leser: Nach der italienischen Version findet ihr diesen Beitrag auch auf Deutsch und Spanisch.

Para quienes leen este blog: Después de la versión en italiano, encontrarán también este texto en alemán y en español.

 

 


IL CAMMINO INGLESE

Giorno cinque

Sarandón– Ordes: 19 km

Lasciamo Casa das Veigas verso le 9.00. Prendiamo la strada per rientrare nel cammino ed è subito una salita di 4 km, la cui pendenza aumenta in modo graduale ma notevole. Con il riposo della notte e una bella colazione la affrontiamo senza problemi.

Il paesaggio è bellissimo. Ai bordi del sentiero salutiamo caprette, cavalli e gatti… Oggi non ci scortano le farfalle, ma gli uccellini.



Raggiungiamo Bruma; da lì in poi la strada è quasi tutta in pianura. Arriviamo presto a Ordes.

Camminando, vedo i balconi con la bandiera del Deportivo Coruña. In effetti, volevo riprendere la storia del giorno zero. La squadra galiziana ha perso la finale contro il Las Palmas. Nessuno però è rimasto deluso: tutti hanno fatto una grande festa, e i calciatori hanno attraversato i quartieri della città salutando i tifosi.


Sono arrivati secondi e hanno festeggiato come se avessero vinto i Mondiali. Questa cosa ha suscitato in me una grande ammirazione. Erano partiti davvero dal basso e sono arrivati secondi. In fondo, i secondi sono i primi dopo i primi e fanno comunque parte dei migliori.

Penso a Toto Cutugno, che arrivava spesso secondo al Festival di Sanremo, ma la cui canzone L'Italiano ha fatto il giro del mondo e oggi viene cantata da italiani e non.

Arrivare secondi non è una sconfitta, ma semplicemente l'altro lato della vittoria.

Grazie al Deportivo Coruña per questa lezione.

Continuando verso la nostra destinazione incontriamo altre persone italiane. In particolare, due ragazze di Ancona: Claudia e Anna. Sono partite in un gruppo di tre, ma un problema di salute ha costretto una di loro a rinunciare. Questa situazione inevitabilmente sposta l'attenzione dal viaggio alla preoccupazione per la compagna che è dovuta tornare a casa.

Eppure mi chiedo se, a volte, il cammino non inizi proprio così: con qualcosa che interrompe i piani.

Non credo che ogni imprevisto abbia necessariamente un significato nascosto. Però il modo in cui reagiamo alle difficoltà può raccontare molto di noi. Ci sono persone che si chiudono e altre che si aprono. Persone che si irrigidiscono e altre che trovano nuove strade.

Forse il cammino non ci parla attraverso ciò che accade, ma attraverso il modo in cui scegliamo di attraversarlo.

La lezione di oggi?

In un mondo in cui tutti vogliono arrivare primi, forse non tutte le vittorie hanno bisogno di una medaglia. A volte basta saper gioire di un secondo posto, rallentare il passo per aspettare chi è rimasto indietro e concedersi il tempo necessario per ripartire.

Grazie Cammino Grazie🙏🥾

 


DER ENGLISCHE CAMINO

Tag fünf

Sarandón – Ordes: 19 km

Wir verlassen Casa das Veigas gegen 9.00 Uhr. Wir nehmen die Straße zurück auf den Camino, und sofort beginnt ein 4 km langer Anstieg, dessen Steigung allmählich, aber deutlich zunimmt. Mit der Ruhe der Nacht und einem guten Frühstück schaffen wir ihn ohne Probleme.

Die Landschaft ist wunderschön. Am Rand des Weges grüßen wir Ziegen, Pferde und Katzen… Heute begleiten uns keine Schmetterlinge, sondern kleine Vögel.

 


Wir erreichen Bruma; ab dort ist die Straße fast komplett flach. Wir kommen früh in Ordes an.

Beim Gehen sehe ich auf den Balkonen die Fahne von Deportivo Coruña. Ich wollte eigentlich noch einmal auf die Geschichte vom ersten Tag zurückkommen. Die galizische Mannschaft hat das Finale gegen Las Palmas verloren. Trotzdem war niemand enttäuscht: Es wurde groß gefeiert, und die Spieler sind durch die Stadtviertel gefahren und haben die Fans gegrüßt.

Sie sind Zweiter geworden und haben gefeiert, als hätten sie die Weltmeisterschaft gewonnen. Das hat bei mir große Bewunderung ausgelöst. Sie sind wirklich ganz unten gestartet und sind Zweiter geworden. Im Grunde sind die Zweiten die Ersten nach den Ersten und gehören trotzdem zu den Besten.

 


Ich denke an Toto Cutugno, der beim Festival von Sanremo oft Zweiter wurde, dessen Lied L’Italiano aber um die ganze Welt gegangen ist und heute von Italienern und Nicht-Italienern gesungen wird.

Zweiter zu werden ist keine Niederlage, sondern einfach die andere Seite des Sieges.

Danke an Deportivo Coruña für diese Lektion.

 


Auf dem Weg zu unserem Ziel treffen wir andere italienische Reisende. Zwei Frauen aus Ancona: Claudia und Anna. Sie sind zu dritt gestartet, aber ein gesundheitliches Problem hat eine ihrer Freundinnen dazu gebracht, aufzugeben. Diese Situation verlagert den Fokus vom Weg auf die Sorge um diejenige, die nach Hause zurückkehren musste.

Und doch frage ich mich, ob der Camino manchmal nicht genau so beginnt: mit etwas, das Pläne unterbricht.

 

Ich glaube nicht, dass jedes Hindernis eine verborgene Bedeutung haben muss. Aber die Art, wie wir mit Schwierigkeiten umgehen, sagt viel über uns aus. Manche Menschen ziehen sich zurück, andere öffnen sich. Manche werden starr, andere finden neue Wege.

Vielleicht spricht der Camino nicht durch das, was passiert, sondern durch die Art, wie wir es durchqueren.

 

Die heutige Lektion?

In einer Welt, in der alle Erste werden wollen, haben nicht alle Siege eine Medaille nötig. Manchmal reicht es, sich über einen zweiten Platz zu freuen, das Tempo zu drosseln, um auf jemanden zu warten, der zurückgeblieben ist, und sich die Zeit zu nehmen, um wieder loszugehen.

Grazie Cammino Grazie🙏🥾


EL CAMINO INGLÉS

Día cinco

Sarandón – Ordes: 19 km

Salimos de Casa das Veigas hacia las 9.00. Tomamos la carretera para volver al Camino y enseguida empieza una subida de 4 km, cuya pendiente aumenta de forma gradual pero notable. Con el descanso de la noche y un buen desayuno la hacemos sin problemas.

El paisaje es precioso. A los lados del sendero saludamos cabritas, caballos y gatos… Hoy no nos acompañan las mariposas, sino los pajaritos.

 


Llegamos a Bruma; a partir de ahí el camino es casi todo llano. Llegamos pronto a Ordes.

Mientras camino, veo en los balcones la bandera del Deportivo Coruña. Quería retomar la historia del día cero. El equipo gallego perdió la final contra Las Palmas. Sin embargo, nadie se quedó decepcionado: hubo una gran celebración y los jugadores recorrieron los barrios de la ciudad saludando a los aficionados.

 




Quedaron segundos y lo celebraron como si hubieran ganado el Mundial. Esto me ha dado mucha admiración. Empezaron desde muy abajo y han llegado segundos. Al final, los segundos son los primeros después de los primeros, y también forman parte de los mejores.

Pienso en Toto Cutugno, que muchas veces quedaba segundo en el Festival de Sanremo, pero cuya canción L’Italiano dio la vuelta al mundo y hoy la cantan italianos y no italianos.

Quedar segundo no es una derrota, sino simplemente el otro lado de la victoria.

Gracias al Deportivo Coruña por esta lección.

 


Siguiendo hacia nuestro destino encontramos a otras personas italianas. En particular, dos chicas de Ancona: Claudia y Anna. Salieron en un grupo de tres, pero un problema de salud obligó a una de sus compañeras a abandonar. Esta situación inevitablemente cambia el foco del camino a la preocupación por la compañera que tuvo que volver a casa.

Y aun así me pregunto si, a veces, el Camino no empieza justo así: con algo que rompe los planes.

No creo que cada imprevisto tenga necesariamente un significado oculto. Pero la forma en la que reaccionamos ante las dificultades dice mucho de nosotros. Hay personas que se cierran y otras que se abren. Personas que se rigidizan y otras que encuentran nuevos caminos.

Quizás el Camino no nos habla a través de lo que ocurre, sino a través de cómo decidimos atravesarlo.


¿La lección de hoy?

En un mundo en el que todos quieren llegar primeros, quizá no todas las victorias necesiten una medalla. A veces basta con alegrarse por un segundo puesto, bajar el ritmo para esperar a quien se ha quedado atrás y darse el tiempo necesario para volver a empezar.

 Gracias Camino Gracias🙏🥾


martedì, giugno 02, 2026

IL CAMMINO INGLESE Giorni tre e quattro

 



A chi legge: sotto troverete questo post in tre lingue. Dopo la versione italiana, sono disponibili anche la traduzione in tedesco e quella in spagnolo.

Für alle Leserinnen und Leser: Nach der italienischen Version findet ihr diesen Beitrag auch auf Deutsch und Spanisch.

Para quienes leen este blog: Después de la versión en italiano, encontrarán también este texto en alemán y en español.


Pontedeume – Betanzos (19 km)

Betanzos – Sarandón (19 km)

Entrambe le tappe sono impegnative: tante salite, molte delle quali faticose per la pendenza. Il sentiero da Pontedeume parte con un dislivello di 1400 metri. Quando siamo in cima, vediamo due signore scendere da un taxi, caricarsi lo zainetto e iniziare da lì. Mi verrebbe da dire: così non vale 🙄… Da qui a Santiago, hai voglia a prendere scorciatoie... E poi è giusto che ognuno faccia come si sente. Il fatto è che io il cammino lo sto prendendo molto sul serio. Appena sento qualcuno lamentarsi, mi acciglio.🧐

Una pellegrina urla un’imprecazione mentre sta iniziando a piovere. Penso: “No hay camino sin lluvia”. (non c’è cammino senza pioggia) Tiro fuori il mio mantello impermeabile, tutta contenta, e mi godo il percorso.

Betanzos è una piccola città bellissima, ricorda molto Ferrol: splende di luce e di bianco.


I bar non hanno un menu delle bevande. Chiedo al barista: “Avete una lista?” Lui, con tono davvero sconfortato, mi risponde: “Ma nooooo”. Così gli dico: “Ah, non fa niente. È possibile avere un cava? (simile al nostro prosecco)”. E lui: “Ma nooo”. A quel punto capisco. Un po’ come il pescivendolo di Pontedeume che ha solo il polpo: gli chiedo un bicchiere di Albariño e siamo tutti contenti.

Dormiamo in una pensione e alla reception ci accoglie un ragazzo simpatico. Si chiama Jesús ed è davvero gentile. Mi regala anche una calamita. Solo che mi fa strano dirgli: “Grazie Gesù”.

A colazione ci preparano pane con salsa di pomodoro e prosciutto crudo con un filo d’olio sopra. Non serve altro: è buonissimo😊

La seconda tappa dovrebbe essere più corta. In realtà chiedo all’intelligenza artificiale un consiglio per raggiungere la struttura in cui pernottiamo. Ci fa uscire dal sentiero ufficiale e ci manda per 7 km su una strada provinciale senza marciapiede, poi ci sbatte in un lungo viottolo scosceso, pieno di farfalle che ci seguono e sembrano ridere di noi.


Arriviamo al nostro agriturismo (Casa das Veigas: http://www.casadasveigas.es) e la proprietaria ci indica il sentiero ufficiale del cammino a soli 500 metri dal suo cancello.

Sono le due. Ci carica in macchina e ci porta a pranzo in un ristorante frequentato solo da gente del paese: è pieno. Gli unici clienti vestiti da marciatori siamo noi. Il posto si chiama Il Vecchio Mulino. Ci riceve Pedro, un solo cameriere che serve un ristorante pieno su più livelli, senza stress e senza ritardi. Sua madre è in cucina. Le portate sono abbondanti. Il bicchiere di Frank è vuoto: Pedro passa, prende una bottiglia e lo riempie senza che nessuno glielo chieda e senza metterlo in conto. 

Per cena restiamo alla Casa das Veigas. Maria, un angelo dagli occhi azzurri e con un grembiulino a quadretti, è la cuoca. Di giorno lavora in un ambulatorio, la sera prepara la cena per gli ospiti. Lo fa per passione. Mangiamo splendidamente. Maria si prende cura di noi con una gentilezza rara. Si vede che è una persona abituata a stare con la gente. Alcune persone accolgono per mestiere, altre per natura. Maria appartiene alla seconda categoria.

Tra le Spagne più famose, io scelgo questa: la Galizia🇪🇸✨️

 

La lezione del cammino di oggi:

L'umiltà digitale: quando l'intelligenza artificiale ci manda fuori strada, quella delle persone vere ci porta a destinazione. 

Grazie cammino Grazie🙏

 

DEUTSCH

DER ENGLISCHE JAKOBSWEG

Tag drei und vier

Pontedeume – Betanzos (19 km)

Betanzos – Sarandón (19 km)


Beide Etappen sind anstrengend: viele Anstiege, einige davon ziemlich steil. Der Weg von Pontedeume beginnt mit einem Höhenunterschied von 1400 Metern. Oben angekommen sehen wir zwei Frauen aus einem Taxi steigen, ihre kleinen Rucksäcke aufsetzen und erst dort losgehen. Man könnte sagen: Hier wird ein bisschen geschummelt ... Bis Santiago gibt es noch genug Gelegenheiten für Abkürzungen. Andererseits soll jeder seinen Weg so gehen, wie er möchte. Ich selbst nehme den Jakobsweg sehr ernst. Wenn ich jemanden jammern höre, ziehe ich schon die Augenbrauen hoch.🙄

Heute Morgen ruft eine Wanderin laut einen Fluch aus, als sie merkt, dass es zu regnen beginnt. Ich denke: „No hay camino sin lluvia“ – ohne Regen kein Jakobsweg. Fröhlich hole ich meinen Pilgerumhang heraus und genieße den Weg.

 


Betanzos ist eine wunderschöne kleine Stadt. Sie erinnert mich sehr an Ferrol: voller Licht und strahlend weiß.


In den Bars gibt es keine Getränkekarte. Ich frage den Kellner: „Haben Sie eine Getränkeliste?“ Er antwortet mit einem wirklich verzweifelten Ton: „Aber nein!“ Also frage ich: „Macht nichts. Bekomme ich vielleicht einen Cava? (Ähnlich wie unser Prosecco.)“ Wieder sagt er: „Aber nein!“ Da verstehe ich. Also bestelle ich ein Glas Albariño🥂, und alle sind zufrieden.

Wir übernachten in einer Pension. An der Rezeption empfängt uns ein freundlicher junger Mann. Er heißt Jesús und ist unglaublich nett. Er schenkt mir sogar einen Kühlschrankmagneten. Irgendwie fühlt es sich aber seltsam an, zu ihm zu sagen: „Danke Jesus.“😊

Zum Frühstück bekommen wir Brot mit Tomatensauce, Serrano-Schinken und etwas Olivenöl. Mehr braucht es auch nicht: Es schmeckt hervorragend.

Die zweite Etappe sollte eigentlich kürzer sein. Stattdessen frage ich die künstliche Intelligenz nach dem besten Weg zu unserer Unterkunft. Sie führt uns vom offiziellen Pilgerweg weg und schickt uns acht Kilometer über eine Landstraße ohne Gehweg. Danach landen wir auf einem langen, steilen Feldweg voller Schmetterlinge, die uns begleiten und scheinbar über uns lachen.

 


Schließlich erreichen wir unser Landhaus, die Casa das Veigas (http://www.casadasveigas.es). Die Besitzerin zeigt uns den offiziellen Jakobsweg, der nur 500 Meter vom ihren Eingangstür entfernt verläuft.

Es ist zwei Uhr nachmittags. Sie nimmt uns mit dem Auto mit und bringt uns zum Mittagessen in ein Restaurant, das nur von Einheimischen besucht wird. Es ist voll. Die einzigen Menschen in Pilgerkleidung sind wir. Das Restaurant heißt Die Alte Mühle

Dort empfängt uns Pedro. Er ist der einzige Kellner in einem Restaurant mit vielen Gästen. Trotzdem arbeitet er ohne Stress und ohne Verzögerungen. Seine Mutter steht in der Küche.

Die Portionen sind riesig. Franks Glas ist leer. Pedro kommt vorbei, nimmt eine Flasche und schenkt ihm nach, ohne dass jemand etwas sagt – und ohne es auf die Rechnung zu setzen.🙏

Zum Abendessen bleiben wir in der Casa das Veigas. Maria, ein Engel mit blauen Augen und einer karierten Schürze, ist die Köchin. Tagsüber arbeitet sie in einer Arztpraxis, abends kocht sie für die Gäste. Sie macht das aus Leidenschaft.

Wir essen ausgezeichnet. Maria kümmert sich mit einer seltenen Herzlichkeit um uns. Man merkt sofort, dass sie gerne mit Menschen zusammen ist. Manche empfangen Gäste aus Beruf, andere aus Natur. Maria gehört eindeutig zur zweiten Kategorie.

 


Von allen berühmten Regionen Spaniens wähle ich diese hier: Galicien.✨️❤️

Die Lektion des heutigen Tages:

Digitale Demut. Wenn die künstliche Intelligenz uns vom Weg abbringt, bringen uns echte Menschen wieder ans Ziel.

Grazie Cammino Grazie🙏

 

ESPAÑOL

EL CAMINO INGLÉS

Día tres y cuatro

Pontedeume – Betanzos (19 km)

Betanzos – Sarandón (19 km)

 

Las dos etapas son exigentes: hay muchas subidas, algunas bastante duras por la pendiente. El camino que sale de Pontedeume comienza con un desnivel de 1400 metros. Cuando llegamos arriba, vemos a dos señoras bajar de un taxi, ponerse la mochila y empezar desde allí. Dan ganas de pensar que están haciendo un poco de trampa... Pero cada uno hace el Camino como quiere. Yo, la verdad, me lo estoy tomando muy en serio. Cuando escucho a alguien quejarse, no puedo evitar fruncir el ceño.🧐

 


Esta mañana una señora lanza una exclamación al darse cuenta de que empieza a llover. Yo pienso: «No hay camino sin lluvia». Saco mi capa de peregrina, encantada de la vida, y disfruto del recorrido.

 


Betanzos es una ciudad pequeña y preciosa. Me recuerda mucho a Ferrol: llena de luz y de blanco.

En los bares no hay carta de bebidas. Le pregunto al camarero:

—¿Tienen una lista de bebidas?

Y él me responde:

—¡Nooooo!

Entonces le digo:

—Bueno, no pasa nada. ¿Podría tomar un cava? (Parecido al prosecco italiano).

Y él vuelve a responder:

—¡Nooo!

Así que pido una copa de Albariño y todos quedamos contentos.🥂

Dormimos en una pensión y en la recepción nos recibe un chico muy simpático. Se llama Jesús y es realmente amable. Incluso me regala un imán. 

En el desayuno nos sirven pan con tomate, jamón curado y un poco de aceite de oliva. No hay nada más, pero tampoco hace falta: está buenísimo.😋

La segunda etapa debería ser más corta. En realidad, le pido consejo a la inteligencia artificial para llegar al alojamiento donde vamos a dormir. Nos saca del Camino oficial y nos manda ocho kilómetros por una carretera sin acera. Después nos deja en un sendero largo y empinado, lleno de mariposas que nos acompañan y parecen reírse de nosotros.

 


Finalmente llegamos a nuestro alojamiento rural, la Casa das Veigas (http://www.casadasveigas.es), y la propietaria nos señala el Camino oficial, que pasa a solo 500 metros de la entrada.

Son las dos de la tarde. Nos lleva en coche a comer a un restaurante donde solo hay gente del pueblo. Está lleno. Los únicos vestidos de peregrinos somos nosotros. El lugar se llama El Viejo Molino.

Nos recibe Pedro. Es el único camarero de un restaurante lleno y distribuido en varios niveles. Aun así trabaja sin estrés y sin retrasos. Su madre está en la cocina.

Las raciones son abundantes. Pedimos tres platos para compartir y aun así no conseguimos terminarlo todo. El vaso de Frank está vacío. Pedro pasa por nuestra mesa, coge una botella y se lo llena sin que nadie se lo pida y sin cobrarlo.

¿Qué más se puede decir?

Gracias, Pedro.🙏

Para cenar nos quedamos en la Casa das Veigas. María, un ángel de ojos azules y delantal de cuadros, es la cocinera. Durante el día trabaja en un centro de salud y por la noche prepara la cena para los huéspedes. Lo hace por pasión.

 


Comemos de maravilla. María nos cuida con una amabilidad poco común. Se nota que está acostumbrada a tratar con la gente. Algunas personas acogen por profesión; otras, por naturaleza. María pertenece claramente a la segunda categoría.

De todas las Españas más famosas, yo elijo esta: Galicia.✨️🇪🇸

 

La lección del Camino de hoy:

Humildad digital: cuando la inteligencia artificial nos hace perder el camino, la inteligencia de las personas de verdad nos lleva a nuestro destino.

 

Gracias, Camino. Gracias🙏✨️





IL CAMMINO INGLESE Giorno 6

  IL CAMMINO INGLESE Giorno 6 Ordes – Sigüeiro: 17 km Sono quasi le 23.00 e sto tornando da un'enoteca dove ho conosciuto molti ...