martedì, giugno 02, 2026

IL CAMMINO INGLESE Giorni tre e quattro

 



A chi legge: sotto troverete questo post in tre lingue. Dopo la versione italiana, sono disponibili anche la traduzione in tedesco e quella in spagnolo.

Für alle Leserinnen und Leser: Nach der italienischen Version findet ihr diesen Beitrag auch auf Deutsch und Spanisch.

Para quienes leen este blog: Después de la versión en italiano, encontrarán también este texto en alemán y en español.


Pontedeume – Betanzos (19 km)

Betanzos – Sarandón (19 km)

Entrambe le tappe sono impegnative: tante salite, molte delle quali impegnative per la pendenza. Il sentiero da Pontedeume parte con un dislivello di 1400 metri. Quando siamo in cima, vediamo due signore scendere da un taxi, caricarsi lo zainetto e iniziare da lì. Mi verrebbe da dire: così non vale 🙄… Da qui a Santiago, hai voglia a prendere scorciatoie... E poi è giusto che ognuno faccia come si sente. Il fatto è che io il cammino lo sto prendendo molto sul serio. Appena sento qualcuno lamentarsi, mi acciglio.🧐

Una pellegrina urla un’imprecazione mentre sta iniziando a piovere. Penso: “No hay camino sin lluvia”. (non c’è cammino senza pioggia) Tiro fuori il mio mantello impermeabile, tutta contenta, e mi godo il percorso.

Betanzos è una piccola città bellissima, ricorda molto Ferrol: splende di luce e di bianco.


I bar non hanno un menu delle bevande. Chiedo al barista: “Avete una lista?” Lui, con tono davvero sconfortato, mi risponde: “Ma nooooo”. Così gli dico: “Ah, non fa niente. È possibile avere un cava? (simile al nostro prosecco)”. E lui: “Ma nooo”. A quel punto capisco. Un po’ come il pescivendolo di Pontedeume che ha solo il polpo: gli chiedo un bicchiere di Albariño e siamo tutti contenti.

Dormiamo in una pensione e alla reception ci accoglie un ragazzo simpatico. Si chiama Jesús ed è davvero gentile. Mi regala anche una calamita. Solo che mi fa strano dirgli: “Grazie Gesù”.

A colazione ci preparano pane con salsa di pomodoro e prosciutto crudo con un filo d’olio sopra. Non serve altro: è buonissimo😊

La seconda tappa dovrebbe essere più corta. In realtà chiedo all’intelligenza artificiale un consiglio per raggiungere la struttura in cui pernottiamo. Ci fa uscire dal sentiero ufficiale e ci manda per 7 km su una strada provinciale senza marciapiede, poi ci sbatte in un lungo viottolo scosceso, pieno di farfalle che ci seguono e sembrano ridere di noi.


Arriviamo al nostro agriturismo (Casa das Veigas: http://www.casadasveigas.es) e la proprietaria ci indica il sentiero ufficiale del cammino a soli 500 metri dal suo cancello.

Sono le due. Ci carica in macchina e ci porta a pranzo in un ristorante frequentato solo da gente del paese: è pieno. Gli unici clienti vestiti da marciatori siamo noi. Il posto si chiama Il Vecchio Mulino. Ci riceve Pedro, un solo cameriere che serve un ristorante pieno su più livelli, senza stress e senza ritardi. Sua madre è in cucina. Le portate sono abbondanti. Il bicchiere di Frank è vuoto: Pedro passa, prende una bottiglia e lo riempie senza che nessuno glielo chieda e senza metterlo in conto. 

Per cena restiamo alla Casa das Veigas. Maria, un angelo dagli occhi azzurri e con un grembiulino a quadretti, è la cuoca. Di giorno lavora in un ambulatorio, la sera prepara la cena per gli ospiti. Lo fa per passione. Mangiamo splendidamente. Maria si prende cura di noi con una gentilezza rara. Si vede che è una persona abituata a stare con la gente. Alcune persone accolgono per mestiere, altre per natura. Maria appartiene alla seconda categoria.

Tra le Spagne più famose, io scelgo questa: la Galizia🇪🇸✨️

 

La lezione del cammino di oggi:

L'umiltà digitale: quando l'intelligenza artificiale ci manda fuori strada, quella delle persone vere ci porta a destinazione. 

Grazie cammino Grazie🙏

 

DEUTSCH

DER ENGLISCHE JAKOBSWEG

Tag drei und vier

Pontedeume – Betanzos (19 km)

Betanzos – Sarandón (19 km)


Beide Etappen sind anstrengend: viele Anstiege, einige davon ziemlich steil. Der Weg von Pontedeume beginnt mit einem Höhenunterschied von 1400 Metern. Oben angekommen sehen wir zwei Frauen aus einem Taxi steigen, ihre kleinen Rucksäcke aufsetzen und erst dort losgehen. Man könnte sagen: Hier wird ein bisschen geschummelt ... Bis Santiago gibt es noch genug Gelegenheiten für Abkürzungen. Andererseits soll jeder seinen Weg so gehen, wie er möchte. Ich selbst nehme den Jakobsweg sehr ernst. Wenn ich jemanden jammern höre, ziehe ich schon die Augenbrauen hoch.🙄

Heute Morgen ruft eine Wanderin laut einen Fluch aus, als sie merkt, dass es zu regnen beginnt. Ich denke: „No hay camino sin lluvia“ – ohne Regen kein Jakobsweg. Fröhlich hole ich meinen Pilgerumhang heraus und genieße den Weg.

 


Betanzos ist eine wunderschöne kleine Stadt. Sie erinnert mich sehr an Ferrol: voller Licht und strahlend weiß.


In den Bars gibt es keine Getränkekarte. Ich frage den Kellner: „Haben Sie eine Getränkeliste?“ Er antwortet mit einem wirklich verzweifelten Ton: „Aber nein!“ Also frage ich: „Macht nichts. Bekomme ich vielleicht einen Cava? (Ähnlich wie unser Prosecco.)“ Wieder sagt er: „Aber nein!“ Da verstehe ich. Also bestelle ich ein Glas Albariño🥂, und alle sind zufrieden.

Wir übernachten in einer Pension. An der Rezeption empfängt uns ein freundlicher junger Mann. Er heißt Jesús und ist unglaublich nett. Er schenkt mir sogar einen Kühlschrankmagneten. Irgendwie fühlt es sich aber seltsam an, zu ihm zu sagen: „Danke Jesus.“😊

Zum Frühstück bekommen wir Brot mit Tomatensauce, Serrano-Schinken und etwas Olivenöl. Mehr braucht es auch nicht: Es schmeckt hervorragend.

Die zweite Etappe sollte eigentlich kürzer sein. Stattdessen frage ich die künstliche Intelligenz nach dem besten Weg zu unserer Unterkunft. Sie führt uns vom offiziellen Pilgerweg weg und schickt uns acht Kilometer über eine Landstraße ohne Gehweg. Danach landen wir auf einem langen, steilen Feldweg voller Schmetterlinge, die uns begleiten und scheinbar über uns lachen.

 


Schließlich erreichen wir unser Landhaus, die Casa das Veigas (http://www.casadasveigas.es). Die Besitzerin zeigt uns den offiziellen Jakobsweg, der nur 500 Meter vom ihren Eingangstür entfernt verläuft.

Es ist zwei Uhr nachmittags. Sie nimmt uns mit dem Auto mit und bringt uns zum Mittagessen in ein Restaurant, das nur von Einheimischen besucht wird. Es ist voll. Die einzigen Menschen in Pilgerkleidung sind wir. Das Restaurant heißt Die Alte Mühle

Dort empfängt uns Pedro. Er ist der einzige Kellner in einem Restaurant mit vielen Gästen. Trotzdem arbeitet er ohne Stress und ohne Verzögerungen. Seine Mutter steht in der Küche.

Die Portionen sind riesig. Franks Glas ist leer. Pedro kommt vorbei, nimmt eine Flasche und schenkt ihm nach, ohne dass jemand etwas sagt – und ohne es auf die Rechnung zu setzen.🙏

Zum Abendessen bleiben wir in der Casa das Veigas. Maria, ein Engel mit blauen Augen und einer karierten Schürze, ist die Köchin. Tagsüber arbeitet sie in einer Arztpraxis, abends kocht sie für die Gäste. Sie macht das aus Leidenschaft.

Wir essen ausgezeichnet. Maria kümmert sich mit einer seltenen Herzlichkeit um uns. Man merkt sofort, dass sie gerne mit Menschen zusammen ist. Manche empfangen Gäste aus Beruf, andere aus Natur. Maria gehört eindeutig zur zweiten Kategorie.

 


Von allen berühmten Regionen Spaniens wähle ich diese hier: Galicien.✨️❤️

Die Lektion des heutigen Tages:

Digitale Demut. Wenn die künstliche Intelligenz uns vom Weg abbringt, bringen uns echte Menschen wieder ans Ziel.

Grazie Cammino Grazie🙏

 

ESPAÑOL

EL CAMINO INGLÉS

Día tres y cuatro

Pontedeume – Betanzos (19 km)

Betanzos – Sarandón (19 km)

 

Las dos etapas son exigentes: hay muchas subidas, algunas bastante duras por la pendiente. El camino que sale de Pontedeume comienza con un desnivel de 1400 metros. Cuando llegamos arriba, vemos a dos señoras bajar de un taxi, ponerse la mochila y empezar desde allí. Dan ganas de pensar que están haciendo un poco de trampa... Pero cada uno hace el Camino como quiere. Yo, la verdad, me lo estoy tomando muy en serio. Cuando escucho a alguien quejarse, no puedo evitar fruncir el ceño.🧐

 


Esta mañana una señora lanza una exclamación al darse cuenta de que empieza a llover. Yo pienso: «No hay camino sin lluvia». Saco mi capa de peregrina, encantada de la vida, y disfruto del recorrido.

 


Betanzos es una ciudad pequeña y preciosa. Me recuerda mucho a Ferrol: llena de luz y de blanco.

En los bares no hay carta de bebidas. Le pregunto al camarero:

—¿Tienen una lista de bebidas?

Y él me responde:

—¡Nooooo!

Entonces le digo:

—Bueno, no pasa nada. ¿Podría tomar un cava? (Parecido al prosecco italiano).

Y él vuelve a responder:

—¡Nooo!

Así que pido una copa de Albariño y todos quedamos contentos.🥂

Dormimos en una pensión y en la recepción nos recibe un chico muy simpático. Se llama Jesús y es realmente amable. Incluso me regala un imán. 

En el desayuno nos sirven pan con tomate, jamón curado y un poco de aceite de oliva. No hay nada más, pero tampoco hace falta: está buenísimo.😋

La segunda etapa debería ser más corta. En realidad, le pido consejo a la inteligencia artificial para llegar al alojamiento donde vamos a dormir. Nos saca del Camino oficial y nos manda ocho kilómetros por una carretera sin acera. Después nos deja en un sendero largo y empinado, lleno de mariposas que nos acompañan y parecen reírse de nosotros.

 


Finalmente llegamos a nuestro alojamiento rural, la Casa das Veigas (http://www.casadasveigas.es), y la propietaria nos señala el Camino oficial, que pasa a solo 500 metros de la entrada.

Son las dos de la tarde. Nos lleva en coche a comer a un restaurante donde solo hay gente del pueblo. Está lleno. Los únicos vestidos de peregrinos somos nosotros. El lugar se llama El Viejo Molino.

Nos recibe Pedro. Es el único camarero de un restaurante lleno y distribuido en varios niveles. Aun así trabaja sin estrés y sin retrasos. Su madre está en la cocina.

Las raciones son abundantes. Pedimos tres platos para compartir y aun así no conseguimos terminarlo todo. El vaso de Frank está vacío. Pedro pasa por nuestra mesa, coge una botella y se lo llena sin que nadie se lo pida y sin cobrarlo.

¿Qué más se puede decir?

Gracias, Pedro.🙏

Para cenar nos quedamos en la Casa das Veigas. María, un ángel de ojos azules y delantal de cuadros, es la cocinera. Durante el día trabaja en un centro de salud y por la noche prepara la cena para los huéspedes. Lo hace por pasión.

 


Comemos de maravilla. María nos cuida con una amabilidad poco común. Se nota que está acostumbrada a tratar con la gente. Algunas personas acogen por profesión; otras, por naturaleza. María pertenece claramente a la segunda categoría.

De todas las Españas más famosas, yo elijo esta: Galicia.✨️🇪🇸

 

La lección del Camino de hoy:

Humildad digital: cuando la inteligencia artificial nos hace perder el camino, la inteligencia de las personas de verdad nos lleva a nuestro destino.

 

Gracias, Camino. Gracias🙏✨️





domenica, maggio 31, 2026

IL CAMMINO INGLESE Giorno due

 A chi legge: sotto troverete questo post in tre lingue. Dopo la versione italiana, sono disponibili anche la traduzione in tedesco e quella in spagnolo.

Für alle Leserinnen und Leser: Nach der italienischen Version findet ihr diesen Beitrag auch auf Deutsch und Spanisch.

Para quienes leen este blog: Después de la versión en italiano, encontrarán también este texto en alemán y en español.



IL CAMMINO INGLESE

Giorno due       

Neda – Pontedeume: 12 km … non tanti ma la maggior parte in salita

Mentre facciamo colazione, un signore del tavolo accanto ci chiede quale sia la nostra prossima tappa. Lui e la moglie, croati, hanno un itinerario molto simile al nostro, il che non è poi così straordinario. Alla fine andiamo tutti a Santiago, ma la lunghezza delle tappe può cambiare, soprattutto quando i percorsi sono molto impegnativi.

Partiamo tardi perché la scrittura e la traduzione del blog richiedono tempo ma, grazie al nostro passo svelto, riprendiamo tutti quelli che erano partiti prima di noi. Riuscire a salire con un buon ritmo consente di ridurre la fatica. Ognuno ha il proprio passo: io, per esempio, se camminassi piano farei molta più fatica.

La prima cosa che mi colpisce sono i lavatoi, come si usava un tempo. Ne troviamo almeno tre o quattro, perfettamente conservati, che oggi sono diventati piccole aree di sosta.

 

 

Proprio a metà di un  ripido sentiero, in mezzo a un bosco di eucalipti, troviamo una bancarella allestita su un piccolo spiazzo. Vende conchiglie del cammino e monili realizzati in modo molto semplice, anche questi a forma di conchiglia. Prezzo: offerta libera.

Potevo perdermi un'occasione del genere? 


Si cammina per un paio d'ore senza particolari eventi. A un paio di chilometri dalla meta, incontriamo un bar per pellegrini e prendiamo un caffè. I signori croati ci raggiungono. Dal caffè all'aperitivo è questione di minuti. Mentre sorseggiamo il nostro vino, ci offrono una specialità galiziana a base di ceci. Abbiamo tutti fame e siamo contenti.


Assaggiamo i ceci, che sono buoni. Poi notiamo dei pezzettini dai bordi smerigliati.

Trippa.

No, la trippa no. 🙈Non ce la faccio proprio. Come se avessi accettato. Gli altri non sono entusiasti, ma mangiano tutto.

Proseguiamo con loro fino a Pontedeume. Mancano pochi chilometri e la strada è in discesa. Attraversiamo un ponte e ci salutiamo. Se il cammino lo vuole, ci rivedremo nei prossimi giorni.

 


Pranziamo al chiosco del pescatore. Cucinano una cosa sola: il polpo. Da quando ho visto un documentario su Netflix ho smesso di mangiarlo, ma oggi farò un'eccezione. Benché preparino un solo piatto, portano una piccola ciotolina con una loro specialità. 

Indovinate un po' quale.

Esatto.

I ceci con la trippa.

La domanda sorge spontanea: quale sarà mai la lezione del cammino di oggi?

La coerenza nella vita è necessaria.😇

Soprattutto quando si tratta di trippa.😉

Grazie cammino Grazie🙏

DER ENGLISCHE WEG
Tag zwei
Neda – Pontedeume: 12 km … nicht besonders viele, aber größtenteils bergauf.

Während wir frühstücken, fragt uns ein Herr vom Nachbartisch, was unsere nächste Etappe ist. Er und seine Frau aus Kroatien haben einen Weg, die unsererem sehr ähnlich ist. Das ist allerdings nichts Außergewöhnliches. Am Ende gehen wir alle nach Santiago, aber die Länge der Etappen kann unterschiedlich sein, besonders wenn die Wege sehr anspruchsvoll sind.

Wir starten spät, weil das Schreiben und Übersetzen des Blogs Zeit braucht. Dank unseres zügigen Tempos holen wir jedoch alle wieder ein, die vor uns aufgebrochen sind. Ein gutes Gehtempo bergauf hilft, die Anstrengung zu verringern. Jeder hat seinen eigenen Rhythmus. Wenn ich zum Beispiel langsam gehen würde, wäre es für mich viel anstrengender.

Das Erste, was mir auffällt, sind die alten Waschplätze. Wir entdecken mindestens drei oder vier davon. Sie sind perfekt erhalten und dienen heute als kleine Rastplätze.



Mitten auf einem Anstieg durch einen Eukalyptuswald finden wir auf einer kleinen Lichtung einen Verkaufsstand. Dort werden Jakobsmuscheln des Jakobswegs und einfache Schmuckstücke verkauft, ebenfalls in Muschelform. Preis: freiwillige Spende.

Konnte ich mir so eine Gelegenheit entgehen lassen? Natürlich nicht. 


Danach wandern wir ein paar Stunden weiter, ohne dass etwas Besonderes passiert. Wir erreichen eine Pilgerherberge und trinken einen Kaffee. Das kroatische Ehepaar holt uns ein. Vom Kaffee zum Aperitif dauert es nur wenige Minuten. Während wir unseren Wein genießen, bietet man uns eine galicische Spezialität mit Kichererbsen an. Wir haben alle Hunger und freuen uns darüber.

Die Kichererbsen schmecken gut. Dann entdecken wir kleine Stückchen mit seltsam abgeschliffenen Rändern.

Kutteln.

Nein, Kutteln gehen gar nicht. Wirklich nicht. Danke trotzdem. Die anderen sind auch nicht begeistert, essen aber alles auf.

Wir gehen gemeinsam weiter bis nach Pontedeume. Es sind nur noch wenige Kilometer und der Weg führt bergab. Wir überqueren eine Brücke und verabschieden uns. Wenn der Camino es will, sehen wir uns wieder.

Zum Mittagessen gehen wir zum Kiosk des Fischers. Dort gibt es nur ein einziges Gericht: Oktopus. Seit ich eine Dokumentation auf Netflix gesehen habe, esse ich eigentlich keinen mehr, aber heute mache ich eine Ausnahme. Obwohl sie nur dieses eine Gericht zubereiten, bringen sie uns noch eine kleine Schale mit ihrer Spezialität.

Ratet mal, welche.

Genau.

Kichererbsen mit Kutteln.

Da stellt sich ganz automatisch die Frage: Was ist wohl die Lektion des heutigen Tages auf dem Camino?

Konsequenz im Leben ist notwendig.

Vor allem, wenn es um Kutteln geht.

Grazie Cammino Grazie🙏

 


EL CAMINO INGLÉS
Día dos
Neda – Pontedeume: 12 km… no son muchos, pero la mayor parte es cuesta arriba.

Mientras desayunamos, un señor de la mesa de al lado nos pregunta cuál será nuestra próxima etapa. Él y su esposa, que son croatas, tienen un itinerario muy parecido al nuestro, algo que tampoco tiene nada de extraordinario. Al final todos vamos a Santiago, pero la longitud de las etapas puede variar, sobre todo cuando los recorridos son especialmente exigentes.

Salimos tarde porque escribir y traducir el blog lleva tiempo, pero gracias a nuestro paso rápido alcanzamos a todos los que habían salido antes que nosotros. Subir con un buen ritmo ayuda a reducir el cansancio. Cada persona tiene su propio paso. Yo, por ejemplo, si caminara despacio me cansaría mucho más.

Lo primero que me llama la atención son los antiguos lavaderos. Encontramos por lo menos tres o cuatro, perfectamente conservados, que hoy se han convertido en pequeñas zonas de descanso.

A mitad de un sendero empinado, en medio de un bosque de eucaliptos, encontramos un pequeño puesto montado en un claro. Venden conchas del Camino y pequeños adornos hechos de forma muy sencilla, también con forma de concha. Precio: la voluntad.

¿Podía dejar pasar una oportunidad así? Lo compro todo.

Después caminamos un par de horas sin que ocurra nada especial. Llegamos a un albergue de peregrinos y tomamos un café. La pareja croata nos alcanza. Del café al aperitivo solo pasan unos minutos. Mientras saboreamos nuestro vino, nos ofrecen una especialidad gallega a base de garbanzos. Todos tenemos hambre y estamos encantados.

Probamos los garbanzos, que están muy buenos. Luego vemos unos trocitos con los bordes extrañamente rugosos.

Callos.

No, los callos no. Con eso no puedo. Como si alguna vez hubiera aceptado. Los demás tampoco están entusiasmados, pero se lo comen todo.

Seguimos con ellos hasta Pontedeume. Quedan pocos kilómetros y el camino es cuesta abajo. Cruzamos un puente y nos despedimos. Si el Camino quiere, volveremos a encontrarnos.

Almorzamos en el chiringuito del pescador. Solo preparan una cosa: pulpo. Desde que vi un documental en Netflix dejé de comerlo, pero hoy hago una excepción. Aunque solo cocinan ese plato, nos traen también un pequeño cuenco con una especialidad de la casa.



Adivinad cuál.

Exacto.

Garbanzos con callos.

La pregunta surge de forma natural: ¿cuál será la lección del Camino de hoy?

La coherencia en la vida es necesaria.

Sobre todo cuando se trata de callos.

 Gracias Camino Gracias🙏



IL CAMMINO INGLESE, GIORNO 1

A chi legge: sotto troverete questo post in tre lingue. Dopo la versione italiana, sono disponibili anche la traduzione in tedesco e quella in spagnolo.

Für alle Leserinnen und Leser: Nach der italienischen Version findet ihr diesen Beitrag auch auf Deutsch und Spanisch.

Para quienes leen este blog: Después de la versión en italiano, encontrarán también este texto en alemán y en español, para que más personas puedan compartir y acompañar este tramo del Camino.



Ferrol – Neda: distanza ufficiale circa 15 km... 

In questo primo giorno di cammino succedono tantissime cose; così tante che potrei scriverne pagine intere. Mi limiterò ai momenti più significativi.


L'ufficio turistico di Ferrol

Durante la preparazione del cammino mi ero rivolta al servizio di accoglienza turistica di zFerrol per ricevere del materiale informativo. Il personale è stato così gentile e disponibile che mi sono ripromessa di ringraziare tutti di persona con una scatola di cioccolatini.

La prima cosa che faccio questa mattina è proprio recarmi nel loro ufficio. Ad accoglierci ci sono Iria e Orlando. È un incontro molto bello: Iria si ricorda della nostra corrispondenza ed è davvero emozionante incontrarsi finalmente in carne e ossa.

Quando racconto del mio rapporto con il Cammino e del blog rimangono colpiti. Lavorano così tanto per promuovere e sostenere il loro territorio che credo sia importante parlarne e dare luce al loro impegno.

Presso il loro ufficio ritiriamo la credenziale del pellegrino, il documento che, timbrato tappa dopo tappa, ci darà la possibilità di ricevere a Santiago il certificato ufficiale. 

A proposito di timbri, ci rechiamo poi al porto per ricevere il primo sigillo. Raggiungiamo l'Oficina de Turismo y Atención al Peregrino, dove ci accoglie Marta, una persona che esprime in ogni gesto la passione per il suo lavoro. Convalida il nostro libretto e ci fornisce molte informazioni utili. Anche lei sta facendo il cammino, un giorno a settimana, quando è di riposo, ne percorre un pezzo. Fierissima ci mostra i suoi timbri raccolti.


Dal chilometro zero di Ferrol attraversiamo tutto il centro storico che, come dice Iria, ha la forma di una tavoletta di cioccolato.

È proprio così.

Gli edifici sono quasi tutti bianchi, luminosi. Ferrol è un'esplosione di luce.


IL PRANZO: degustazione galiziana🇪🇸

Dopo otto chilometri abbiamo fame ed entriamo nel primo rifugio che incontriamo.

Il proprietario ci prepara ciò che abbiamo ordinato. 


Poi sparisce in cucina e torna con una specie di focaccia ripiena di verdure e carne, una specialità galiziana. Ce la offre per farcela assaggiare.

È così buona che non faccio nemmeno la foto.

Si tratta di un posto alla buona, con il pergolato rivolto verso lo stradone e la sala interna affacciata sul mare. Al tavolo accanto al nostro siedono due anziani signori.

Uno dei due esce dal locale. L'altro si alza e ci viene vicino. Vuole sapere chi siamo, da dove veniamo e cosa facciamo nella vita. Gli rispondiamo con piacere.

Avrà ottant'anni, forse più, forse meno. I suoi occhi sono turchesi e lui è uno spettacolo.

Si trattiene a lungo. Per quarant'anni ha fatto il marinaio su una nave mercantile. Ha visto tutto il mondo ma conosce benissimo anche tutti i porti italiani.

Che tenerezza il suo sorriso e la sua ricerca della nostra compagnia, che ci fa sentire importanti.

Gli chiedo come si chiama.

Armando.

Quanta poesia in questo incontro.

Ci congediamo e lui, istintivamente, mi abbraccia.

L'Armando che non si dimentica.


Where are you from?✨️

Già penso che il Cammino abbia terminato il suo compito con noi per oggi.

Macché.

Fa gli straordinari.

Riprendiamo la marcia lungo la costa e, dopo alcuni chilometri, incontriamo tre persone vestite di azzurro. Due donne e un uomo.

Il signore mi dice:

— Buen Camino. Where are you from?

— Buen Camino. I am from Italy and my husband is from Germany. And where are you from?

— We are from California.

— California? Wow... nice to meet you!

Non so come succeda ma, nel giro di pochi secondi, siamo lì tutti e cinque a farci un selfie. Frank, io e loro: Tim, Tina e Caroline.

Dopo la foto Tim estrae una piccola statuina in pasta di pane a forma di Gesù e me la regala.

Che gesto delicato e magico.

Come un bambino che regala una figurina al suo amichetto.



Sono grata e felice: qui l'animo si esprime con spontaneità senza la paura del giudizio né la necessità di alzare difese.

Vedo e sono vista.

Ormai fratelli per questa giornata, proseguiamo tutti insieme , marciando per qualche ora.

Costeggiamo continuamente il mare.

Ci fermiamo a osservare una magnolia secolare, ne accarezziamo le foglie e lodiamo il suo tronco enorme, muscoloso, largo come un grande tavolo rustico.


Procediamo in gruppo fino a quando il sentiero ci divide.

Solo il Cammino sa se ci riuniremo ancora, ma io sento di sì.

 La lezione di oggi✨️

Si può anche decidere, per motivi personali, di non salutare più qualcuno che si conosce.

Però mai negare un sorriso o un saluto a un estraneo.

Perché quel gesto può davvero fare la differenza.😊

Grazie Cammino, Grazie.🙏

  

DER ENGLISCHE JAKOBSWEG

Ferrol – Neda: offizielle Strecke etwa 15 km ....

An diesem ersten Tag auf dem Jakobsweg passiert unglaublich viel. So viel, dass ich ganze Seiten darüber schreiben könnte. Ich beschränke mich auf die wichtigsten Momente.

 

Das Tourismusbüro von Ferrol

Während der Vorbereitung auf den Jakobsweg hatte ich mich an den Tourismusdienst von Ferrol gewandt, um Informationsmaterial zu erhalten. Die Mitarbeiter waren so freundlich und hilfsbereit, dass ich mir vorgenommen habe, mich bei allen persönlich mit einer Schachtel Pralinen zu bedanken.

Das Erste, was ich heute Morgen mache, ist ein Besuch in ihrem Büro. Dort werden wir von Iria und Orlando empfangen. Es ist ein sehr schönes Treffen: Iria erinnert sich an unseren Schriftwechsel, und es ist wirklich bewegend, sich endlich persönlich kennenzulernen.

Als ich von meiner Beziehung zum Jakobsweg und von meinem Blog erzähle, sind sie beeindruckt. Sie arbeiten so engagiert daran, ihre Region zu fördern und zu unterstützen, dass ich finde, man sollte darüber sprechen und ihre Arbeit sichtbar machen.

In ihrem Büro holen wir den Pilgerausweis ab. Dieses Dokument wird unterwegs mit Stempeln gefüllt und gibt uns später in Santiago die Möglichkeit, die offizielle Pilgerurkunde zu erhalten.

Apropos Stempel: Danach gehen wir zum Hafen, um unseren ersten Stempel zu bekommen. Wir erreichen die „Oficina de Turismo y Atención al Peregrino“, wo uns Marta empfängt, eine Frau, die in jeder Bewegung ihre Begeisterung für ihre Arbeit zeigt.


Sie bestätigt unseren Pilgerausweis und gibt uns viele nützliche Informationen. Auch sie geht den Jakobsweg. Einmal pro Woche, an ihrem freien Tag, läuft sie ein weiteres Stück der Strecke. Voller Stolz zeigt sie uns die Stempel, die sie bereits gesammelt hat.

Vom Kilometer Null in Ferrol aus durchqueren wir die gesamte Altstadt, die, wie Iria sagt, die Form einer Tafel Schokolade hat.

Und sie hat recht.

Die Gebäude sind fast alle weiß und lichtdurchflutet. Ferrol ist eine Explosion aus Licht.



DAS MITTAGESSEN: Galicische Spezialitäten🇪🇸✨️

Nach acht Kilometern bekommen wir Hunger und kehren in die erste Gaststätte ein, die wir finden.

Der Besitzer bereitet uns das zu, was wir bestellt haben.

Dann verschwindet er in der Küche und kommt mit einer Art gefülltem Fladenbrot zurück, einer galicischen Spezialität mit Gemüse und Fleisch. Er schenkt es uns zum Probieren.

Es schmeckt so gut, dass ich nicht einmal ein Foto mache.

Der Ort ist einfach und gemütlich. Draußen gibt es eine Pergola zur Straße hin, drinnen einen Speisesaal mit Blick aufs Meer.

Am Tisch neben uns sitzen zwei ältere Herren.

Einer von ihnen verlässt das Lokal. Der andere steht auf und kommt zu uns. Er möchte wissen, wer wir sind, woher wir kommen und was wir beruflich machen. Wir antworten ihm gerne.

Er ist vielleicht achtzig Jahre alt. Vielleicht etwas älter, vielleicht etwas jünger. Seine Augen sind türkisblau, und er ist eine beeindruckende Erscheinung.



Er bleibt lange bei uns. Vierzig Jahre lang war er Seemann auf einem Frachtschiff. Er hat die ganze Welt gesehen, kennt aber auch die italienischen Häfen sehr gut.

Sein Lächeln berührt mich. Und auch seine Freude an unserer Gesellschaft. Dadurch fühlen wir uns wichtig.

Ich frage ihn, wie er heißt.

Armando.

Als wir uns verabschieden, umarmt er mich ganz spontan.

Ein Armando, den man nicht vergisst.


WHERE ARE YOU FROM?✨️

Ich denke schon, dass der Jakobsweg seine Aufgabe für heute erfüllt hat.

Von wegen.

Er macht Überstunden.

Wir gehen weiter an der Küste entlang und treffen nach einigen Kilometern drei Menschen in hellblauer Kleidung. Zwei Frauen und einen Mann.

Der Mann sagt zu mir:

— Buen Camino. Where are you from?

— Buen Camino. I am from Italy and my husband is from Germany. And where are you from?

— We are from California.

— California? Wow... nice to meet you!

Ich weiß nicht, wie es passiert, aber wenige Sekunden später machen wir schon zu fünft ein Selfie. Frank, ich und die anderen drei: Tim, Tina und Caroline.



Nach dem Foto holt Tim eine kleine Jesusfigur aus Brotteig hervor und schenkt sie mir.

Was für eine zarte und magische Geste.

Wie ein Kind, das seinem neuen Kumpel ein Sammelbild schenkt.

Ich bin dankbar und glücklich. Hier zeigt sich die Seele ganz spontan, ohne Angst vor dem Urteil anderer und ohne das Bedürfnis, sich zu verteidigen.

Ich sehe.

Und ich werde gesehen.

Für diesen Tag sind wir wie Geschwister geworden. Gemeinsam gehen wir noch einige Stunden weiter.

Ständig begleitet uns das Meer.

Wir bleiben stehen, um eine jahrhundertealte Magnolie zu bewundern. Wir streicheln ihre Blätter und bestaunen ihren gewaltigen Stamm – kraftvoll und breit wie ein großer rustikaler Tisch.

Wir gehen gemeinsam weiter, bis sich unsere Wege trennen.

Nur der Jakobsweg weiß, ob wir uns wiedersehen werden.

Aber ich glaube daran.

 

Die Lektion des Tages✨️

Man kann sich aus persönlichen Gründen entscheiden, jemanden, den man kennt, nicht mehr zu grüßen.

Aber einem Fremden sollte man niemals ein Lächeln oder einen Gruß verweigern.

Denn genau diese kleine Geste kann einen großen Unterschied machen.

Grazie Cammino Grazie🙏✨️

 

EL CAMINO INGLÉS🇪🇸

Ferrol – Neda: distancia oficial, unos 15 km...

En este primer día de Camino suceden muchísimas cosas; tantas que podría escribir páginas enteras sobre ellas. Me limitaré a los momentos más significativos.

 

La oficina de turismo de Ferrol

Durante la preparación del Camino me dirigí al servicio de información turística de Ferrol para pedir material informativo. El personal fue tan amable y servicial que me prometí agradecerles personalmente con una caja de bombones.

Lo primero que hago esta mañana es precisamente pasar por su oficina. Allí nos reciben Iria y Orlando. Es un encuentro muy bonito: Iria recuerda nuestra correspondencia y resulta realmente emocionante conocernos por fin en persona.

 


Cuando les hablo de mi relación con el Camino y de mi blog, se quedan impresionados. Trabajan tanto para promover y apoyar su tierra que creo que es importante hablar de ello y dar visibilidad a su esfuerzo.

En su oficina recogemos la credencial del peregrino, el documento que, sello tras sello, nos permitirá recibir en Santiago el certificado oficial.

Hablando de sellos, después nos dirigimos al puerto para conseguir el primero. Llegamos a la Oficina de Turismo y Atención al Peregrino, donde nos recibe Marta, una persona que transmite en cada gesto la pasión que siente por su trabajo.

 

Valida nuestra credencial y nos da mucha información útil. Ella también está haciendo el Camino. Una vez por semana, en su día libre, recorre un tramo. Con muchísimo orgullo nos enseña los sellos que ya ha reunido.

Desde el kilómetro cero de Ferrol atravesamos todo el casco histórico que, como dice Iria, tiene forma de una tableta de chocolate.

Y es verdad.

Los edificios son casi todos blancos y luminosos. Ferrol es una explosión de luz.

 


LA COMIDA: degustación gallega🇪🇸

Después de ocho kilómetros tenemos hambre y entramos en el primer refugio que encontramos.

El propietario nos prepara lo que hemos pedido.

 


Luego desaparece en la cocina y vuelve con una especie de empanada rellena de verduras y carne, una especialidad gallega. Nos la ofrece para que la probemos.

Está tan buena que ni siquiera hago una foto.

Es un lugar sencillo, con una pérgola orientada hacia la carretera y un comedor interior con vistas al mar.

En la mesa de al lado están sentados dos señores mayores.

Uno de ellos sale del local. El otro se levanta y se acerca a nosotros. Quiere saber quiénes somos, de dónde venimos y a qué nos dedicamos. Le respondemos con gusto.

 


Tendrá unos ochenta años, quizá más, quizá menos. Sus ojos son de color turquesa y él es todo un espectáculo.

Se queda hablando con nosotros durante bastante tiempo. Durante cuarenta años fue marinero en un barco mercante. Ha visto todo el mundo, pero también conoce perfectamente los puertos italianos.

 

Qué ternura transmite su sonrisa y sus ganas de compartir nuestra compañía. Nos hace sentir importantes.

Le pregunto cómo se llama.

Armando.

Cuánta poesía hay en este encuentro.

Nos despedimos y él, de forma espontánea, me abraza.

Un Armando que no se olvida.✨️

 

¿DE DÓNDE ERES?

Ya pienso que el Camino ha terminado su trabajo con nosotros por hoy.

Pero no.

Hace horas extras.

Retomamos la marcha junto a la costa y, después de algunos kilómetros, nos encontramos con tres personas vestidas de azul claro. Dos mujeres y un hombre.

El señor me dice:

— Buen Camino. Where are you from?

— Buen Camino. I am from Italy and my husband is from Germany. And where are you from?

— We are from California.

— California? Wow... nice to meet you!

No sé cómo ocurre, pero en cuestión de segundos ya estamos los cinco haciéndonos un selfi. Frank, yo y ellos: Tim, Tina y Caroline.

Después de la foto, Tim saca una pequeña figura de Jesús hecha de masa de pan y me la regala

Qué gesto tan delicado y tan mágico.

Como un niño que le regala un cromo a su nuevo amigo.

Me siento agradecida y feliz. Aquí el alma se expresa con naturalidad, sin miedo al juicio de los demás ni necesidad de levantar defensas.

Veo.

Y soy vista.

Ya como hermanos por este día, seguimos caminando juntos durante unas horas.

Avanzamos siempre junto al mar.

Nos detenemos para contemplar una magnolia centenaria. Acariciamos sus hojas y admiramos su enorme tronco, fuerte y ancho como una gran mesa rústica.

Seguimos caminando juntos hasta que el sendero nos separa.

Solo el Camino sabe si volveremos a encontrarnos.

Pero yo siento que sí.


 La lección de hoy✨️🙏

Uno puede decidir, por motivos personales, dejar de saludar a alguien que conoce.

Pero nunca debería negar una sonrisa o un saludo a un desconocido.

Porque ese gesto puede marcar realmente la diferencia.

Gracias Camino Gracias🙏✨️



 

Gr

 

 

IL CAMMINO INGLESE Giorni tre e quattro

  A chi legge: sotto troverete questo post in tre lingue. Dopo la versione italiana, sono disponibili anche la traduzione in tedesco e quell...