venerdì, agosto 21, 2026

MA I LIBRI LO SANNO di Roberta Corradin

 

QUANDO IL TITOLO PROMETTE BENE…

Ho scelto il libro affidandomi completamente al titolo… ma non è stato proprio quello che mi aspettavo.

«Dagli un’occhiata, non mi sembra male come storia. Un gruppo di donne, tutte ex dello stesso uomo, che invece di scannarsi hanno realizzato insieme un progetto un po’ fuori di testa, hanno trasformato la sua biblioteca in un posto dove si può stare a dormire e anche a viverci».

Mi immaginavo una vicenda che evocasse il magico potere dei libri: testi antichi e preziosi, capaci di sussurrare al lettore. Mi aspettavo di scorgervi quella forza rivelatrice che io per prima ricevo da loro.

«Un libro sa sempre quando entrare nella tua vita, e perché. Per dirti di cambiare tutto o solo qualcosa. Per aiutarti a r-esistere. Per farti respirare pensieri non tuoi».

Invece, nell’arco della narrazione, vengono spostati, parcheggiati, ma rivelano poco al di là del loro valore oggettivo e storico. Stannoin attesa di essere collocati in una nuova architettura. I veri protagonisti sono piuttosto gli esseri umani e, per alcuni di loro, il rapporto con la lettura.

Il defunto proprietario di questa preziosa collezione, irriducibile casanova, mi risulta sgradevole fin dall’inizio. Gli concedo un bonus giusto perché salva un cagnolino poco prima di morire. È lodevole che le decine di ex si diano tanto da fare per salvare la sua inestimabile libreria, che depongano reciproche rivalità e insofferenze per mettere in atto uno straordinario progetto. Ma il centro non sono i libri. Questi sono semmai lo scenario, lo sfondo: sono attori non protagonisti. I personaggi non sono privi di fascino, tuttavia sono tanti gli intoppi e tante le storie nella storia.

Quando guardo un film che si complica di complicazioni, cambio programma. Ecco, con questo libro è stato così: l’ho interrotto, l’ho ripreso e mi sono assegnata il compito di finirlo.

Ne valeva la pena, perché comunque la vicenda guadagna interesse strada facendo, ma la mia anima esploratrice è rimasta delusa: avrei voluto sentire la voce dei libri, non solo vedere gli scaffali.

«La cultura è quel che ti resta dei libri che hai letto, dopo che li hai dimenticati.»

 

(🤔 e io che scrivo questo blog per non dimenticarmeli...)


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