TRAMA
🪐 Un classico della fantascienza umoristica, pubblicato nel 1979, che segue le (dis)avventure di Arthur, un terrestre scampato alla distruzione della Terra grazie al suo amico Ford, un alieno che si trova sul nostro pianeta al momento dell’impatto. Il viaggio surreale li conduce attraverso l’infinità dello spazio, tra pianeti improbabili, esseri bizzarri e situazioni paradossali, il tutto condito da un’ironia pungente e un senso dell’assurdo.
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UN ECCENTRICO RACCONTO
Non posso negare che Adams sia stato visionario: la sua rappresentazione dei computer e dell’interazione con la tecnologia anticipa alcuni aspetti del nostro presente, il che è notevole. Forse, l’unica cosa che trovo davvero divertente all’interno della sua stramba narrazione è come lo scrittore riesca a umanizzare computer e robot. Nonostante siano progettati per essere perfetti e rispondere a ogni domanda con logicità, i protagonisti interagiscono con macchine che si arrabbiano, si deprimono, li provocano e addirittura li prendono in giro. Questo paradosso, che capovolge l’idea di perfezione tecnologica, mi rammenta la volubilità degli dèi dell’Olimpo. Che sia tecnologica, spirituale o mitologica, mi interrogo sull'ammissibilità di un'entità superiore, eppure, al contempo, imperfetta e limitata.
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PER TANTI MA NON PER TUTTI: UN UMORISMO CHE DIVIDE!
L’ironia e il tono surreale non mi hanno per nulla entusiasmato. Non mi riferisco tanto al genere, quanto al linguaggio e al sense of humor, che raramente sono riusciti a strapparmi un sorriso. Se parliamo di fantascienza, preferisco mille volte Solaris di Stanisław Lem o Mattatoio numero 5 di Kurt Vonnegut, che aprono finestre infinite: non solo collegano magistralmente passato e futuro, ma stimolano una pungente autocritica rispetto al nostro modo di affrontare la vita, attribuendole significati in maniera del tutto arbitraria!
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COME TUTTO HA AVUTO INIZIO
La Guida Galattica per Autostoppisti è nata come una serie
radiofonica per la BBC nel 1978, strutturata in modo
episodico, con una narrazione che si sviluppava attraverso brevi sequenze,
colpi di scena e battute. Questo formato ha contribuito a costruire un testo
scomposto. Lo stile di Adams gioca con l’assurdo e il paradosso:
le sue descrizioni sono esagerate e surreali. È un tipo di umorismo difficile
da apprezzare per chi non ama scritture che, prive di una trama
coerente, saltano da una situazione all’altra.
Il lettore ideale non è interessato a seguire una
precisa vicenda, ma si abbandona invece a un vivace flusso di immagini e parole, sospeso in una bolla senza logica nè tempo.
Claudio Magris afferma: "L'ironia è
una forma di intelligenza che ci permette di vedere le cose da un'altra
prospettiva senza prenderle troppo sul serio."
Siccome quella prospettiva io non sono riuscita ad afferrarla,
forse esistono diverse forme di ironia,
e il saperle cogliere dipende dal linguaggio e dal nostro personale senso
dell’umorismo.
Di fatto, questo libro ha avuto un successo formidabile.
📚 E voi? L'avete letto? Vi è piaciuto o
avete avuto la mia stessa impressione?